“Il cibo? Assaporare e stupirsi. E nei mercati rionali…” | Intervista ad Antonietta Marrazzo

Napoletana doc, grande appassionata di viaggi e della buona cucina (partenopea, e non solo), travel&foodblogger per passione. Stiamo parlando di Antonietta Marrazzo, autrice del seguito blog www.friariella.it. Antonietta, grazie alla sua bravura, è riuscita a collaborare per diversi brand (Phillips, Parmareggio, Polenta Valsugana e Galletto Vallespluga, per fare solo alcuni esempi)

Antonietta, raccontaci di te.

Mi chiamo Antonietta, ma sul web sono meglio nota come “Friariella”. Ho scelto questo nome per tanti motivi. Primo fra tutti l’amore per la tradizione culinaria napoletana. Ho avuto modo di vivere – per il momento – in 7 città diverse ma era sempre e solo il cibo a mancarmi più di ogni altra cosa.

Mi chiamo Friariella perché sono come i friarielli: “prodotto” tipicamente napoletano, scambiato per altro. Le persone che non mi conoscono pensano quasi sempre che io sia polacca, francese o ungherese… Insomma tutto tranne che napoletana.

Cosa significa per te il cibo?

Per me il cibo fa rima, prima di tutto, con Napoli. In ogni posto in cui ho vissuto, da Barcellona a Biella, ho sempre cercato qualcosa che mi riportasse indietro alla mia città. Prima di tutto, lo ammetto, non posso vivere senza la pizza, quella vera e non quella di Cracco. La pizza autentica napoletana è soffice e morbida (diffidate da quelle croccanti) ed è buona anche se condita da un filo d’olio e un po’ di pomodoro. 

Tutto quello che faccio, cucino e assaggio è sempre e irrimediabilmente paragonato alla mia terra. Ad esempio, adesso sto cercando la ricetta giusta per prepare le tradizionali zeppole di San Giuseppe, un dolce che viene preparato in occasione della festa del Papà.

Per me cibo, però, significa anche sperimentare. Da dieci anni non vivo più nella mia città ed è per questo che ho iniziato ad assaggiare e a cucinare i piatti di altre culture. Una delle mie ricette preferite è l’insalata di valeriana e fragole.

Quindi il cibo per me, quindi, è sperimentare, ma anche stupirsi e assaporare.

polpette svedesi

Polpette svedesi assaggiate a Stoccolma da Antonietta durante un viaggio.

Fileja cozze e pomodorini

Fileja cozze e pomodorini, tipico piatto calabrese. La Calabria è una delle mete preferite italiane di Antonietta.

Come sei arrivata a farne una tua professione?

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Ho iniziato a scrivere che avevo 10 anni e non ho ancora smesso. Da piccola non giocavo mai a fare la mamma o la maestra, ma solo a fare l’organizzatrice di fantomatici eventi e festival che mi inventavo sul momento. 

Arrivato l’esame di maturità, c’era una grande scelta da fare: cosa voglio fare da grande? Mi è “bastato” guardarmi dentro per capire che da grande volevo fare ciò che avevo sempre sognato di fare da piccola.

Mi sono quindi iscritta al corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Nel frattempo scrivevo già su qualche blog, oltre al mio personale. In Erasmus ho conosciuto il team di “Spaghetti Barcellona”, il sito ufficiale della comunità italiana a Barcellona e da lì è iniziata la mia carriera da blogger. Ho collaborato con varie realtà occupandomi di qualsiasi genere di argomento, fino ad approdare a “Viaggi Low Cost” di Federica Piersimoni che mi ha fatto scoprire quanto sia bello scrivere per i viaggi.

L’evoluzione tecnologica di certo mi ha aiutato, ma senza la passione… beh, non avrei fatto niente di tutto questo. Dal 2014 poi ho aperto uno spazio tutto mio che si chiama, appunto, Friariella.

Nel frattempo sono diventata Social Media Manager e Digital PR di BTREES, new media agency di Biella. 

Cosa pensi della cucina romana? Sei più una “purista” della tradizione o credi sia giusto “innovare”?

La cucina romana è sicuramente una delle più affini a quella napoletana. Sarà per la vicinanza geografica ma anche per la quantità di fritto (io amo i carciofi alla giudia). Come ho detto prima, mi piace assaggiare e sperimentare, ma non riesco a stare senza i piatti della tradizione.

Credo che, come sempre, il giusto equilibrio stia nel mezzo. I piatti della tradizioni sono capisaldi della cucina ma ogni tanto rivisitarli, senza stravolgerli, permette di apprezzarne meglio le caratteristiche. 

Cosa ti senti di dire ai “foodies” nostri lettori?

Assaggiate senza timore. Non abbiate paura di scoprire nuovi piatti o prodotti e, soprattutto, che a prescindere pensate non siano di vostro gradimento. 

Non sono vegetariana né vegana, ma credo che l’uso consapevole delle risorse: gli allevamenti intensivi inquinano tantissimo. Per questo ho iniziato a mangiare in maniera consapevole – e parsimoniosa – la carne, prediligendo la qualità piuttosto che la quantità.

Infine, ma non meno importante, frequentate i mercati rionali: troverete materie prime buonissime e inaspettate provenienti da produttori locali.

sfinge giza egitto antonietta marrazzo
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2018-05-11T17:28:14+00:00