Chilometro zero: significato autentico e la “ricetta” della nostra osteria

Con il termine chilometro zero (alle volte definito anche chilometro utile o “a filiera corta”) ci si riferisce a tutti quei prodotti che vengono acquistati direttamente da coloro che li realizzano, senza passare per intermediari e riducendo così la distanza che si interpone tra questi ultimi e i consumatori finali.

L’espressione è stata mutuata dal gergo della vendita di automobili, sebbene i vantaggi di un alimento a chilometro zero siano da considerarsi estremamente superiori rispetto a quelli di un’auto che porta la stessa etichetta. In questo caso la dicitura, oltre ad alludere all’esiguo numero di chilometri percorsi dall’alimento, indica la cooperazione tra produttori locali, nonché la salvaguardia, la riscoperta e la valorizzazione dei sapori più antichi.

I prodotti a chilometro zero sono essenzialmente di carattere ortofrutticolo: frutta, verdura, legumi, latte, uova, vino, carne, cereali. Spesso sono proprio i cosiddetti “prodotti biologici” quelli a trarre un maggiore vantaggio dal chilometro zero. Infatti, questi alimenti nella grande distribuzione hanno costi di produzione più elevati, mentre nella produzione tradizionale venduta poi a chilometro zero le spese di realizzazione, gestione e commercializzazione risultano fortemente abbattute.

Secondo indagini recenti, i prodotti a chilometro zero vengono scelti da quasi due terzi dei consumatori. Si tratta infatti di alimenti dalla qualità garantita, ottenibili a costi sostenibili da chiunque, grazie soprattutto all’assenza di intermediari nel passaggio tra produttore e consumatore finale.

Da Aristocampo Trastevere siamo fieri dei prodotti che utilizziamo, perché la maggior parte di questi è proprio a chilometro zero.

chilometro zero spaghetti gamberi zucchine

Fettuccine gamberoni e zucchine

Chilometro zero: i vantaggi e la filosofia

Ti sarà infatti facile notare come sempre più spesso negli ultimi anni è avvenuta una vera e propria standardizzazione degli alimenti che usualmente acquisti e consumi. Questo avviene in primis a causa delle politiche commerciali senza scrupoli delle grandi multinazionali, che dilatano alle volte in maniera intenzionale la distanza tra produttore e consumatore. Molto spesso si tratta di distanze addirittura superiori ai 2.000 chilometri.

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Se quindi da un lato troviamo la “filiera lunga” della grande distribuzione organizzata, con i suoi numerosissimi passaggi, dall’altro troviamo la “filiera corta”, intesa come acquisto diretto, in cui il prodotto arriva sulla tavola con un numero di passaggi davvero esiguo.

I vantaggi di un approccio di questo tipo, in contrasto a quello legato alla grande distribuzione, sono innumerevoli. Prima di tutto va considerata la riduzione dell’inquinamento dovuto ai carburanti e alle emissioni, specialmente per quanto riguarda quelle dei trasporti su lunga percorrenza.

Abbiamo poi un abbattimento dei costi: con l’assenza dei vari intermediari vi sono infatti automaticamente meno costi dovuti alle spedizioni, ai carburanti, agli imballaggi e ai sistemi di confezionamento e a quelli di stoccaggio (come possono essere le celle frigorifere).

La qualità assicurata al 100% è un ulteriore fattore di vantaggio: i prodotti, essendo sempre locali e freschi, garantiscono un certificato di qualità che spesso gli alimenti provenienti da aree geografiche molto distanti da quella che di arrivo non possono garantire.

Vi è poi ovviamente un ritorno alla salvaguardia delle ricette locali e della tradizione. Grazie infatti alla conoscenza mirata dei produttori nei riguardi dei loro prodotti e al coinvolgimento del consumatore finale (che sia un privato o lo chef di un ristorante) è innegabile assistere al recupero di sapori e di gusti tipici di una certa area geografica.

I prodotti a chilometro zero hanno infine il vantaggio di permettere a un determinato numero di consumatori singoli di organizzarsi all’interno dei cosiddetti “gruppi di acquisto solidale”; così come gli stessi produttori possono organizzarsi in veri e propri mercati locali, i cosiddetti “farmer’s market”.

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La globalizzazione e il libero mercato della filiera alimentare difficilmente avrà un freno in tempi brevi. Basti pensare ad esempio, per restare nella produzione che riguarda il nostro paese, al Parmigiano Reggiano e ai pomodori pachino: prodotti che la maggior parte degli italiani è abituata a consumare quasi quotidianamente, anche se la loro provenienza non è sempre accertabile come italiana al 100%. Al giorno d’oggi pensare a una distribuzione a livello globale di prodotti a chilometro zero è un qualcosa di quasi utopico, ma fortunatamente sempre più persone si stanno rendendo conto dei vantaggi nel consumare questo tipo di alimenti e iniziano ad inserirli nella loro dieta a carattere preferenziale.

chilometro zero pecorino basilico carne macinata

Alcune materie prime a chilometro zero.

Chilometro zero: la tendenza in Italia e la nostra offerta

Al netto dei problemi derivanti dalla grande distribuzione, in Italia si sta verificando un vero e proprio boom da parte dei consumatori e delle istituzioni nella ricerca e nella realizzazione di prodotti a chilometro zero. Il Veneto, nel 2008, è stata la prima regione ad istituire un grande piano atto a convincere gestori di ristoranti, mense e grande distribuzione a produrre per prettamente prodotti stagionali dei propri territori, e ad oggi sempre più ristoranti si concentrano nell’offrire alla propria clientela prodotti a chilometro zero, del territorio e a carattere stagionale.

Noi di Aristocampo Trastevere, ristorante tipico cucina romana, siamo a pieno titolo appartenenti a questa famiglia. Nei limiti del possibile e delle richieste del cliente, infatti, pretendiamo dai nostri fornitori di fiducia del territorio esclusivamente prodotti a chilometro zero, per portare sulle tavole dei nostri clienti solo le ricette della cucina romana più autentica.

Da sempre attenti alla tradizione e alle ricette romane nostrane, qui potrai trovare solo il meglio del meglio delle materie prime disponibili su Roma, tutte rigorosamente a chilometro zero. Siamo soliti infatti acquistare frutta e ortaggi dagli agricoltori dei migliori orti romani, i tagli di carne più prelibati dal nostro macellaio di fiducia di Campo de Fiori e il pescato più fresco dai pescivendoli del mercato metropolitano: una serie di esercenti dai quali Roberto, il proprietario del ristorante, è solito fare la spesa anche per la sua famiglia!

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Cacio e pepe, amatriciana, trippa e saltimbocca alla romana sono solo alcuni dei piatti tipici presenti nel menù di Aristocampo Trastevere. La nostra promessa è quella di realizzare queste ed altre portate nel rispetto delle ricette originali, solo ed esclusivamente con prodotti a chilometro zero, del nostro territorio e rigorosamente a carattere stagionale.

Ti invitiamo quindi a prenotare sul nostro sito e a provare da te le meraviglie gastronomiche del nostro territorio, rigorosamente a chilometro zero, abilmente utilizzate per realizzare le ricette tipiche della nostra bella capitale.

chilometro zero pomodorini gamberi

Alcuni prodotti tipici a chilometro zero selezionati dal ristorante Aristocampo a Trastevere.

2018-05-10T17:23:36+00:00